Honda CB1000R: le mie impressioni

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Leggi l'articolo Honda CB1000R: campagna di richiamo
Anzitutto una premessa: il sottoscritto non è un pilota professionista, tantomeno un giornalista sportivo, ma più semplicemente un amante delle due ruote con alle spalle (11) anni di esperienza.
Detto questo, mi accingo di seguito ad esternare le mie inpressioni sulla nuova Honda CB1000R dopo 800 chilometri, percorsi in autostrada, su strade di montagna, in città.
ESTETICA
Fattore soggettivo, l'estetica è in stile "aggressiv", molto più rilevabile dal vivo che in qualsiasi foto. La moto è stata progettata in Italia da professinisti italiani e sempre in Italia viene prodotta (eccezion fatta per il propulsore): ho notato alcuni particolari di assemblaggio non proprio in stile "Jap", come ad esempio i due "bottoni" a pressione che fissano una parte dell'esile cupolino, particolari un po' economici.
MOTORE
100 Nm di coppia si fanno sentire, eccome, specialmente per me che "scendo" da un 600 supersport con pari cavalli circa, ma dalla coppia quasi dimezzata, o poco meno. I 120 cv abbondanti si fanno sentire (tutti!) già a 2000 giri, in qualsiasi marcia, al punto che spesso si perde la cognizione di quale marcia si ha inserita (utile sarebbe avere sul display il segnalatore del numero di marcia inserita). Se si apre abbondantemente il gas, i giri motore salgono vertiginosamente e molto velocemente, cambiare da una marcia all'altra implica un tempo minimo.
Per chi ama le impennate, è sufficiente con la prima inserita, agire sulla manopola del gas aumentandone la dose affinchè la moto rivolga il muso con rispetto al cielo; non c'è bisogno della classica "frustata" che spesso si è obbligati a fare con una 600.
MANEGGEVOLEZZA
Sempre per chi come me, arriva da posizioni di guida sacrificate e sportivamente estreme, sia la posizione di guida che la maneggevolezza fanno la differenza: cambiare direzione, grazie al manubrio alto e largo, è un gioco da ragazzi. La CB1000R scende in piega come una qualsiasi supersportiva, senza timori e senza richiedere particolari "inviti" pesanti.
SOSPENSIONI E ASSETTO
Riferito alle tarature originali, le sospensioni sono (per i miei gusti estremi di guida) troppo morbide: se si incontrano in piega delle sconnessioni sull'asfalto, si inizia a "ballare" e si perde la linea, rischiando di ritrovarsi pericolosamente nell'altra corsia, per effetto dell'innascato dondolio.
Fortunatamente i progettisti hanno previsto forcelle e ammortizzatore ultraregolabili, che dovrebbero eliminare completamente i problemi.
Ovvio che il discorso vale solo per chi è desideroso di usare la naked Honda come una supersport. Chi invece vuole divertirsi senza esagerare, le tarature originali potrebbero non richiedere modifiche.
CONFORT DI GUIDA
Stiamo parlando di una naked, che per quanto possa essere sportiva, ha una posizione di guida rilassata e la seduta poco caricata in avanti: i polsi non vengono sollecitati dal carico del proprio corpo e il manubrio largo ha le manopole alla giusta altezza.
L'esile cupolino, per ovvi motivi, "fa quello che può": l'aria viene deviata fino a velocità comprese tra i 120/130 km/h. Oltre si fa sentire pesantemente, a 180 km/h diventa quasi impossibile restare fermi eretti.
Ma la CB1000R non è fatta per correre.
Il sellino per il passeggero non è abbondante, in compenso le pedane non sono troppo alte e la gambe non dovrebbero assumere troppo la posizione piegata come sulle supersport, ma nemmeno troppo dritta come su altre moto della stessa categoria.
La sensazione reale però non la posso riportare, per il semplice fatto che "dietro" non ci è salit(a) ancora nessuna...
Infine, il cambio di tipologia di moto, è stato dettato, tra le altre cose che non sto a spiegarvi, dalla volontà di avere più confort e una posizione di guida meno sdraiata, nonchè da un esagerato e troppo pericoloso comportamento che si andava prospettando negli ultimi tempi con la supersportiva.
Troppo nude le italiane
Secondo il Financial Times, le donne italiane sono sempre poco vestite, mettono in mostra sinuosità e parti del corpo normalmente celate.
Ovviamente il quotidiano inglese non si riferisce alla maggioranza delle donne, bensì a tutte quelle coinvolte nel mondo dello spettacolo, della pubblicità, dei media.
Infatti basti pensare a molte pubblicità che hanno come testimonial una ragazza, per aver di fronte lembi scoperti del corpo femminile, pose ammiccanti e sguardi maliziosi e provocatori. O ancora alla maggior parte dei programmi TV in stile varietà, dove Veline, Letterine, Marzulline & Co. danzano e si muovono coperte al limite del pudore. Decisamente molto osè.
Come poter non dar ragione al Financial Times che denuncia, giustamente a mio avviso, questo esibizionismo confezionato per fare audience a tutto campo? Che la TV sia oggi piena zeppa di questi personaggi è innegabile. Il sistema viene anche costantemente ripreso nei vari varietà e reality, dove fondamentale e richiestissimo, è l'atteggiamento "da porcellina" del personaggio femminile.
Il Financial Times va oltre a questo, facendo un'analisi dello status della donna che ne consegue: viene meno il femminismo e si declassa la figura della donna, relegata a diventare un mero strumento del desiderio.
Su una cosa il quotidiano inglese a mio avviso ha perfettamente ragione: generalizzando, in Italia, la donna se vuole distinguersi ed avere un posto d'onore nel mondo del lavoro, ha una sola via: sfruttare ciò che madre natura le ha donato, in modo soft e alcune volte anche meno soft.
In caso contrario, resta l'alternativa «confinate in cucina a fare i ravioli» e ad accudire la prole.
Via libera del Papa alla messa in latino
Non so voi, ma io ne sentivo seriamente la mancanza.
Già mi vedo schiere di fedeli che prenderanno d'assalto le librerie per acquistare manuali di latino e collane Latino for Dumnies. Cresceranno le adesioni ai corsi di latino così come le iscrizioni ai licei classici.
Queste sono le innovazioni fondamentali della Chiesa, inutili e per soli e pochi eletti. La questione dei preti pedofili invece ha poca rilevanza per la Santa Sede...
Bancomat, Carta di Credito e Home Banking
L'italiano ama la carta moneta.
E' un dato di fatto, acquistare con le banconote sembra essere ancora uno dei metodi più diffusi ed amati. Solo il bancomat recentemente si è avvicinato come frequenza d'uso.
Quanto alla modernissima (?) carta di credito, sono molte le persone che la considerano ancora un bene di lusso, provando un timore reverenziale verso quest'oggetto appannaggio (secondo loro) solo di chi è titolare di conto corrente bancario a 5 zeri.
Altro fattore che non ne ha mai decretato la fortuna (in Italia) è il timore senza fondamento verso una sua presunta pericolosità in fatto di sicurezza. Le statistiche dicono che si rubano più auto che carte di credito.
Da anni il sistema bancario si è trasferito su internet, fornendo accesso al proprio conto corrente e consentendo di operare da casa (da qui il termine Home Banking), per effettuare bonifici, pagare utenze o solo controllare i propri movimenti.
Quest'ultimo strumento, a volte lievemente ostico da utilizzare, soffre sicuramente della scarsa informatizzazione italiana.
Insomma, il sogno rimane quello di poter "nuotare" nelle banconote, come faceva a suo tempo Uncle Scrooge (lo Zio Paperone di Walt Disney).
I miei fiori
Abito in campagna. In aperta campagna. La mia casa è una penisola circondata da campi: grano sul resto, mais sul lato destro, prati sul davanti. Ovunque io guardi, vedo l'orizzonte, la vista non incontra ostacoli. Amo questa sensazione di spazio immenso, di libertà.
In questo momento oltre al rumore (poco romantico) dei tasti sulla tastiera, odo i grilli cantare. E' così tutte le sere, sono tantissimi e creano un concerto meraviglioso, sembrano non stufarsi mai.
Il profumo dell'erba secca, dell'aria pulita, delle fioriture degli alberi è costante a casa mia.
Oltre a tutto ciò, non potevano mancare i fiori: tantissime rose (come nella foto qui sopra, moltiplicato per 7 volte), molte peonie, gigli, violette. E poi ancora tanti altri fiori il cui nome mi è sconosciuto. Le rose non profumano molto, in compenso le peonie hanno un profumo fresco e dolce.
Si è fatto tardi, concludo la giornata omaggiando il gentil sesso che si trovasse a passare di qui, con una peonia dal colore rosa caldo.
Buon fine settimana.

Muscoli come Popeye
Premetto, odio le palestre, il fitness e tutto ciò che gravita attorno a questo mondo. Preferisco di gran lunga i piatti di pastasciutta, le lasagne, gli arrosti con patate e il tiramisù. E queste preferenze si vedono ad occhio nudo.
In aggiunta agli steroidi, agli ormoni della crescita e agli anabolizzanti, usati day body builders per gonfiare a dismisura i loro muscoli (che belli che sono dopo...), è stato scoperto un nuovo pseudo-farmaco/porcheria che se iniettato funge da compressore d'aria per i muscoli.
Si chiama Synthol, è un olio e fino ad oggi veniva cosparso sul corpo del body builder per creare l'effetto lucido sulla pelle. Viene iniettato direttamente nelle fasce muscolari.
Ricercatissimo nell'ambiente Body Gym USA e vendutissimo su internet, ha i suoi effetti collaterali: trombi, cisti e paralisi delle fibre muscolari, ma anche arresto cardiaco nel caso in cui per errore lo si inietti direttamente nel circolo venoso.
Voi fate come volete, io mi mangio un croissant con la crema...
Orologio, strumento meraviglioso
La nostra esistenza è scandita in varie fasi: nascita, crescita, maturità, vecchiaia e infine morte. E’ la prima sequenza per la misurazione del tempo: è l’orologio biologico.
Il calcolo dell’esistenza però è più sottile e più raffinatamente si divide in anni, mesi, settimane, giorni, ore, minuti, secondi... Proprio questa raffinatezza e discriminazione, l’uomo, fin dagli albori della sua storia, ha sempre sentito la necessità di disciplinare, seppur in modo non così analitico.
All'inizio furono meridiane e clessidre, vennero poi astrolabi e sestanti. Infine più recentemente nacque l'orologio meccanico. Che io adoro.
Non uso indossare gioielli, nessuna collana o "catenina" che dir si voglia, detesto gli anelli (alle dita degli uomini), non porto orecchini e bracciali. Insomma non sono amante dei gioielli, tranne... per l'orologio.
Ritengo che l'orologio sia il gioiello più bello da indossare, crea quella sensazione di potenza, di comando, di austerità alle quali non so resistere.
Va da se che di orologi ne comprerei a vagonate. Però... anche tra gli orologi prediligo il bello, il lusso, l'elitario. Anche se non mi posso permettere tutto ciò.
Vi mostro quali sono i miei orologi preferiti (anche se non ne posseggo nemmeno uno):
Modello
Immagine (click per ingrandire)
A Lange & Sohne Lange 1

Glashutte Original PanomaticChrono

Baume & Mercier Classima

Omega Speedmaster

Tag Heuer Carrera


Per acquisti online (negli USA) ecco un link.
Always Coca Cola
"Eccolo, ci risiamo" sarà presumibilmente l'espressione che Laura userà non appena vedrà questo post...
Ieri, oltre all'anniversario del compianto campione di Formula 1 Gille Villeneuve, era anche il 121esimo anniversario della scoperta/creazione della bibita più famosa al mondo: la Coca Cola.
Inventata nel 1886 da un medico (John Pemberton) che in realtà stava cercando di inventare un antidoto alla sua dipendenza dalla morfina (nata dall'esigenza di sopportare il dolore causato da gravi ferite nella guerra di Secessione Americana).
Ma del futuro impero Coca Cola Company, l'ideatore della bevanda non ha mai visto il nascere: morì infatti dopo pochi anni dalla scoperta e dopo aver venduto i diritti sulla bevanda.
La The Coca Cola Company vende oggi fiumi della sua bevanda in tutto il mondo, è il marchio più conosciuto in ogni dove, ha chiuso il 2006 con un attimo di 5,1 billioni di dollari (qui un rendiconto dettagliato per i patiti di finanza). Sospetto sia anche la bevanda più bevuta al mondo.
Qui si possono scaricare tutti i jingle delle pubblicità Coca Cola.
Ma come ogni cosa, bisogna trovare il lato negativo (specie se trattasi di prodotto yankee...): sono attive infatti diverse campagne anti-CocaCola, boicotaggi di massa e dure polemiche in base a presunti illeciti, maltrattamenti e privazione dei diritti civili di alcuni lavoratori colombiani, per mano di gruppi paramilitari al soldo della multinazionale americana.
A voi piace la Coca Cola? La bevete?
Lucchetti degli innamorati
Leggendo il post di Antonio, ho riflettutto su questa nuova tendenza, tutta giovanile, di consolidare il proprio amore con qualcosa di simbolico, un simbolo di legame indissolubile: un lucchetto.
E la moda dilaga ovunque (alimentata anche dai riferimenti nei libri di Federico Moccia): molte città italiane hanno la loro colonna d'amore eterno, ove legare una volta per tutte il proprio lucchetto sentimentale, dove rimarrà fintanto che l'amministrazione comunale non deciderà di rimuoverlo (assieme alle altre migliaia).
Ignorando l'aspetto estetico che il gesto comporta, ricordo che il fenomeno del lucchetto appeso e chiave gettata via non è nuovo. E lo sa bene chi come me ha dovuto servire lo Stato vestito da Rambo imbracciando fucile ed elmetto: nessuna guerra, mi riferisco al normale servizio di leva militare.
Infatti a naja finita si usava appendere il proprio lucchetto (quello che veniva usato normalmente per chiudere l'armadietto delle cose personali) in qualsiasi posto fuori dalla caserma. Il significato risiedeva nel aver scontato (finalmente, per molti) la pena annuale del servizio di leva ed essere tornati liberi.
Che buono l'incenso
Percepisco un lieve veleggiare di profumo proveniente dal basso, una delicatezza e corposità degna delle migliori fragranze della tradizione indiana.
Eh sì, ho acceso un incenso. Uno di quei bastoncini che si acquistano spesso al mercato o in alcune manifestazioni folkloristiche o feste patronali.
Ecco, di questa robaccia ne faccio largo uso, l'accendino a casa mia viene usato esclusivamente per accendere i bastoncini di incenso. Di seguito la classifica dei miei preferiti:
Infine questi che sono riuscito a trovare una sola volta.
















