Vignetta sull'Unità anti-Silvio

Ed è già polemica.
E' bastata un'innocua vignetta satirica per scatenare gli animi del centro-destra: per il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri si tratta di «una vergognosa offesa alle vittime». Il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto: «Vignetta ignobile». E il portavoce del partito Daniele Capezzone parla di «caduta di gusto».
Ma non esageriamo ora dall'altra parte, si tratta sempre di satira, forse sì questa volta un po' macabra, ma per dio prendiamola sempre come satira, senza tirare in ballo il solito discorso campanilistico dell'odio innato della sinistra verso Berlusconi.
Odio che tra l'altro ne ha fatto (e continua a farne) il successo di Silvio...
Oliviero Diliberto, incidente domestico
Quante volte te lo devo dire che passi il martello, ma con la falce rischi di farti male?!
Cellulare: brutta bestia nei seggi elettorali
Mezzora fa, di ritorno da questa manifestazione, mi sono recato al seggio elettorale del mio paesello ad apporre la dovuta croce.
Dove le due linee di grafite sono andate a finire ritengo sia facilmente deducibile.
Ciò che ho scoperto, e giuro che è stata una vera scoperta per me, è stata la richiesta della carina donzella che gentilmente mi ha invitato a lasciare il cellulare sul suo banco, assieme al documento di identità ("ma gioia mia, se vuoi il mio numero di telefono, basta che tu me lo chieda, non hai bisogno di tutto il cellulare"
).
Ho ubbidito, non avevo motivo per non farlo, ma non ne ho capito il motivo.
Tornato a casa, ho scoperto che un decreto-legge del 1˚ aprile vieta tassativamente di avere con se un cellulare (in grado di immortalare il momento della "crociatura") mentre si è chiusi nella camera caritatis elettorale.
Il motivo alla base del suddetto decreto sarebbe il prevenire la possibilità di documentare il voto di scambio, promesso per ottenere favori o ricompense. E accampare motivazioni quali il fatto di non essere al corrente del divieto, non è sufficiente, si rischia la galera da tre a sei mesi e un’ammenda da 300 a 1.000 euro. E' quindi d'obbligo sapere, nonostante la norma sia in vigore da soli 12 giorni!!
Io mi chiedo, ma prima dell'avvento delle fotocamere incluse nei telefoni cellulari, non esisteva il voto di scambio?
Come sempre si pensa alle cazzate e si tralasciano le cose serie...
Scopiazzature multimediali del PD
Antonio Vergara pubblica due video promozionali a sostegno della campagna elettorale del PD.
Il singolare ed innovativo slogan si basa su una certezza: Si Può Fare.
Sembra però che altri prima di Uolter & Co. abbiano avuto la stessa idea: Yes We Can, motto del (probabile) candidato democratico alle elezioni USA Barack Obama.
Complimenti al PD per l'originalità...
Campagna Elettorale: un monumento a Fini!
Lo scorso weekend è stato testimone dell'inizio della campagna elettorale per quanto riguarda il Popolo delle Libertà.
Tra i vari comizi, Gianfranco Fini ha esposto alcuni pensieri in quel di Firenze, affermando quanto segue:
«I delinquenti spesso non hanno paura del carcere ma di essere condannati a lavorare. Si tratta di introdurre anche in Italia un ulteriore deterrente, non si tratta di lavori forzati [...]. Si tratta di condannarli a lavorare tanti giorni e tante ore finché non hanno pagato il loro debito con lo Stato».
Personalmente regalerei la mia vita a chiunque si proponesse in modo serio (come di sicuro ha fatto Fini) una tale soluzione, anche se si trattasse del più estremo comunista sulla faccia della terra.
La risposta a questa proposta di intenti è prontamente arrivata dal magico "con il libro alla mano" Antonio Di Pietro:
«È assurdo dire che il detenuto debba andare a lavorare per pagare il danno che ha compiuto alla società, quando neanche i giovani che non hanno commesso reato trovano lavoro.».
Di Pietro sicuramente non ha torto, il momento è poco favorevole all'occupazione della gente normale, figuriamoci per i delinquenti.
Una valida alternativa (al carcere con mille comfort e servizi "diportuali" vari), sono proprio i suddetti lavori forzati, cui però lo stesso Fini (diventato negli anni sempre più tollerante e "morbido") prende le distanze.
La gente normale, ogni giorno, volente o nolente, si reca al lavoro. E lo fa per almeno 30/35 anni senza interruzione.
Ora non crederei a nessuno se mi venisse a dire che tutta questa compagine lavorativa si alza al mattino presto per andare al lavoro perchè "felice e contenta" di farlo.
Da qui se ne ricava che noi tutti ogni giorno siamo costretti al lavoro forzato.
E se siamo costretti noi, a maggior ragione lo deve essere colui che ha commesso un reato.
Mastella ha ragione, cosi' non vale
Clemente Mastella ha annunciato ieri lo strappo del suo partito, uscendo dalla maggioranza ed aprendo di fatto la crisi di governo.
«Basta, è finita». Così ha dichiarato l'ex Ministro della Giustizia, dopo la vicenda giudiziaria che ha visto coinvolta prima la moglie (agli arresti domiciliari) e poi anche lui.
La decisione di togliere l'appoggio alla maggioranza arriva in seguito alla mancata solidarietà di alcuni esponenti della maggioranza in seguito alle suddette vicende giudiziarie.
Il buon Mastella ha ragione, dopo aver difeso sua onnipotenza D'Alema dall'attacco di quella spudorata della Forleo, ha ottenuto in cambio nessun appoggio.
«Così non si fa! Basta, non gioco più!» avrebbe detto il di cui sopra Clemente ad una ristretta cerchia di suoi collaboratori.
Litigate gente litigate
Prima avvenne nel centro-destra all'indomani dell'annuncio del Cav. Silvio Berlusconi di mandare inpensione la CDL e far nascere un nuovo partito a nome Il Popolo della Libertà: scontri tra amici che lottano dalla stessa parte.
Ora la stessa cosa succede nel centro-sinistra, più precisamente all'interno del partito di Walter Veltroni (il PD): inconguenze, fuoriuscite, polemiche, azioni diversive, tentati colpi di mano, sabotaggi.
Fondamentale è comunque non azzardare ad affrontare (e soprattutto cercare di risolvere in modo serio) i veri problemi del paese.
I 7 veti di Dini
Dico io, invece di votare a favore per poi scrivere belle parole ed intenzioni, che onestamente mi viene difficile credere verranno sostenute, non poteva da subito non garantire più il suo appoggio all’esecutivo?
Dini, vecchia volpe, non ce la raccontare, andare a casa fa girare i coglioni pure a te…
Berlusconi intercettato telefonicamente: indagato
Tra un "cribbio" e un "mi consenta", pare che l'ex Premier Silvio Berlusconi sia indagato, secondo quanto scrive il quotidiano Repubblica, per corruzione ed istigazione alla corruzione.
Questo è emerso da alcune intercettazioni telefoniche.
Il Governo lancia un annuncio: "Cercasi pm disposto ad indagare sul caso, offresi lauto compenso, massima disponibilità, appoggio morale e politico".
Pare che la Forleo abbia prontamente risposto all'annuncio, pensando tra sè "chissà che non riesca a redimere i miei peccati".


















