Cala il prezzo del petrolio
Ieri i produttori di petrolio hanno diminuito la produzione di 2,2 milioni di barili al giorno.
La conseguenza sarebbe dovuta essere un lieve aumento del prezzo del greggio sui mercati.
Invece il prezzo è calato, portandosì sotto i 40 dollari al barile.
Anomalia dei mercati?
No, il prezzo è basso perchè c'è poco consumo.
E non è positivo.
Volare Alitalia costa caro
Il commissario straordinario dell'Alitalia, Augusto Fantozzi, ha esortato oggi gli italiani a scegliere Alitalia come vettore per i loro spostamenti aerei.
Non vè dubbio che dal punto di vista nazionalistico e degli intenti, il consiglio sia quanto meno da tenere in forte considerazione. Sotto al profilo più tecnico basato sui numeri (quelli che compongono la cifrà del costo di un biglietto aereo), il consiglio suona un po' come controcorrente rispetto al buon senso economico.
Conferma di ciò, è una rapidissima ricerca, effettuata sul sito expedia.it, per un volo aereo Milano - New York, andata e ritorno, per 4 persone, partenza il 30/12/2008 e rientro in Italia il 07/01/2009 (le date e il viaggio non sono casuali, ma non sto a spiegare di più):
Opzione 1
VOLO DI ANDATA
Partenza: 06:30 da Milano
Arrivo: 13:25 New York (ora locale)
Durata: 12 ore e 45 minuti
Volo: con scalo ad Amsterdam
Compagnia/e aerea/e: KLM e Northwest
VOLO DI RITORNO
Partenza: 18:15 da New York
Arrivo: 11:25 a Milano (ora locale)
Durata: 11 ore e 10 minuti
Volo: con scalo ad Amsterdam
Compagnia/e aerea/e: KLM e Northwest
Costo a persona, tasse incluse: 586,28 euro
Opzione 2
VOLO DI ANDATA
Partenza: 12:25 da Milano
Arrivo: 15:30 New York (ora locale)
Durata: 9 ore e 5 minuti
Volo: diretto senza scalo
Compagnia/e aerea/e: Alitalia
VOLO DI RITORNO
Partenza: 17:05 da New York
Arrivo: 07:35 a Milano (ora locale)
Durata: 8 ore e 30 minuti
Volo: diretto senza scalo
Compagnia/e aerea/e: Alitalia
Costo a persona, tasse incluse: 851,55 euro
Ora io capisco le motivazioni che spingono il commissario a consigliare di "volare Alitalia", ma deve capire, egregio dr. Fantozzi, che io, come chiunque sano di mente, acquisterei più volentieri il biglietto dell'opzione 1, rispetto all'opzione 2.
Non per altro, ma il delta di ben 265,27 euro non è per me trascurabile.
CSI e il reddito italiano
Durante le indagini sul potenziale colpevole di turno, Orazio ha dichiarato: "marito e moglie guadagnano 21.000 dollari l'anno a testa, non sono messi bene".
Uscendo dal serial TV ed analizzando il caso italiano, si nota che un lavoratore medio nostrano vive proprio con la stessa somma di denaro.
Altrochè "messi male".
E molti altri vorrebbero guadagnarla.
Nuova Alitalia, vecchi volponi
Gira e rigira il grande Totò aveva ragione.
Alitalia non esiste più. O almeno ciò avverrà prossimamente, con la creazione di due aziende separate: una, presumibilmente produttiva - in cui banche e i soliti capitani coraggiosi della sana imprenditoria italiana (?) investiranno qualche dindino, l'indispensabile per accampare diritti -, l'altra in cui gli italiani dovranno di tasca loro far fronte all'esoso montedebiti di un miliardo di euro.
Insomma, in entrambe le nuove aziende, ci saranno investimenti...
Questa sarebbe la soluzione ideale suggerita ed avallata dall'attuale governo, che di fatto si è inventato un decreto legge e un ddl che riordinano le procedure per l’amministrazione controllata (legge Marzano) al fine di porre sotto commissariamento la versione "bad" di Alitalia.
Cosa succederà adesso?
Ci saranno tagli al personale: i numeri sono soggettivi, chi sentenzia parecchi lavoratori a casa, chi ritiene saranno un numero limitato, insomma non si sa (ma obiettivamente i lavoratori in esubero esistono e per forza di cose vanno epurati!).
Ci saranno pochi investimenti, c'è da giurarci: la flotta di vecchi aeromobili difficilmente verrà rinnovata e le rotte importanti, abbandonate, difficilmente potranno essere riprese.
Ci sarà qualche "furbetto" che tra 5 anni venderà la sua fetta di azienda (acquistata a poco e senza debiti!), capitalizzandone una plusvalenza non da poco.
La domanda sorge spontanea: non era meglio vendere tutto in blocco, azienda, debiti e rogne varie ad AirFrance 6 mesi fa, anzichè creare questo groviglio di mezzi-interessi ed inculate varie?
Tornando a Totò... "e io pago!"
Senza ICI staremo meglio?
Da un punto di vista strettamente matematico, la risposta è sì.
Facendo però due conti, si nota che il sì è quasi una forzatura solo tecnica.
Io abito in una umile casa di 144 mq, nel mezzo del nulla, nell'apertissima campagna vercellese, ricononosciuta nella categoria A/2 (Abitazioni di tipo civile).
Io pag(hiamo) 176 €/anno, ovvero 88 € a testa.
Se rapporto il risparmio derivato dall'eliminazione dell'ICI su base giornaliera, ottengo 24 centesimi/giorno, cifra astronomica.
Tornando alla risposta al quesito nel titolo, a questo punto il netto sì iniziale, diventa meno convinto, a favore di un sì blando e per nulla soddisfatto (nel senso che non trova riscontri economici di rilievo).
L'eliminazione dell'ICI costerà alla stato circa 2,2/2,7 miliardi di euro (in realtà a pagarne le conseguenze saranno direttamente i comuni).
La domanda mi sorge spontanea: ma tale cifra non è possibile utilizzarla in modo diverso affinchè si continui sì a pagare l'ICI, ma sia possibile recuperare in altre voci qualcosa più di 24 centesimi/giorno?
Ovviamente l'esempio di cui sopra è riferito al mio caso, ma ovviamente è estendibile a chiunque.
Se è vero che l'iniziativa dell'eliminazione dell'ICI sulla prima casa è stato uno dei punti forti che hanno decretato la vittoria del centro-destra alle elezioni di un mese fa, non credo sia altrettanto vero che chi ha votato per questa coalizione (faccio parte di coloro che) abbia fatto questi calcoli per determinare l'effettivo risparmio.
Gasolio raggiunge benzina
Ieri mattina, distributore Agip, prov. di Torino:
- Super: € 1,427
- Gasolio: € 1,421
Quindi prezzi identici. Il divario economico è stato colmato, nonostante non se ne sentisse la necessità. Resta ora solo più il divario nei consumi, unico motivo per cui oggi conviene ancora (anche se poco) acquistare un'auto alimentata a gasolio.
Ma se l'Italia (e l'Europa intera) soffrono il caro petrolio, gli USA non sono da meno: il prezzo della benzina è salito di 59 centesimi al gallone (3,7 litri) dallo scorso febbraio.
La media nazionale si attesta sui 3,65 dollari a gallone, mentre in alcune aree (es. California) si sono sfiorati i 4 dollari a gallone.
Ovvio che per un italiano sarebbero prezzi da sogno (4 dollari = 2,6 euro, ovvero 70 centesimi a litro), ma bisogna tener conto dei consumi delle pesantissime e dal motore voluminoso auto americane.
La tendenza infatti ora è quella di limitare gli spostamenti e di acquistare auto dal consumo limitato. Purtroppo gli Stati Uniti sono un territorio vastissimo e anche i minimi spostamenti richiedono lunghe percorrenze.

Se a questo si aggiunge la quasi totale dipendenza dell'americano medio dall'auto, si ottiene una sicura difficolta nel rivedere le proprie abitudini.
Liechtenstein Black List
Dallo scandalo dei conti correnti liechtenstein-esi, ovviamente la Procura romana ha preteso di entrare in possesso dei nominativi dei furbacchioni italiani che hanno "spostato" ingenti somme di denaro proprio su conti correnti ospitati nel piccolo stato, paradiso fiscale del centro Europa.
Posto che se l'Italia non fosse così pretenziosa sul fronte fiscale verso il cittadino, molti non si prenderebbero la briga di spostare il denaro all'estero.
Il piccolo Liechtenstein, considerato (finora) un paradiso fiscale, temo che quanto prima dovrà cambiare il suo status, in quanto ho idea che i risparmiatori (leggi furbastri evasori) nel prossimo futuro, guarderanno al Liechtenstein con sospetto e pericolo, preferendo realtà più sicure e discrete.
L'amico dipendente della banca che ha trafugato i nominativi dei conti (operazione che gli è fruttata 4,3 milioni di euro), nonostante abbia cambiato identità, ha dichiarato che tale provvedimento «non basta a proteggermi, perché da quando è uscita fuori la storia la mia vita è in pericolo».
Caro gran pezzo di... escremento, fotti migliaia di persone (ricche) e pretendi di passarla pure liscia?
Goditi i soldi e spera di campare 100 anni.
Shopping online abbigliamento ed accessori moto
Preso atto della situazione del sistema di shopping online in Italia, chi desidera usare la rete per gli acquisti spesso si deve rivolgere ai vicini stati della Francia, della Germania o Inghilterra.
Oppure, come faccio io, fare acquisti online oltreoceano, dove l'e-commerce è un sistema consolidato da anni e dove il mercato del web offre una varietà di prodotti immensa, tanto che da anni lo stesso Google ha creato una variante del suo motore di ricerca esclusivamente per gli acquisti online (un tempo denominato Froogle).
Detto questo, un consiglio per chi desidera acquistare online abbigliamento ed accessori per moto: RideGear.com
L'offerta spazia dall'abbigliamento, ai caschi, ad un'immensa varietà di accessori, per arrivare ai ricambi.
Ovviamente i pagamenti avvengono tramite carta di credito ("Oddio!! Ma ti fidi dare i numeri di carta di credito su internet?") e sono previste consegne anche in Italia.
Per chi volesse ordinare, si ricordi che spesso la merce non appena transita in dogana (italiana!), viene gravata dai dazi doganali (4/5% del valore dichiarato), nonchè dalla tanto fastidiosa e vergognosa quanto non dovuta IVA.
Se ad una varietà di prodotti immensa, ad un prezzo comunque più basso dei prodotti equivalenti disponibili in Italia, si aggiunge un cambio attuale Euro/Dollaro superfavorevole per noi del vecchio continente, si ottiene una convenienza mai vista prima.
[UPDATE]
Avevo dato per scontato che per fare acqusiti oltreoceano, un minimo di lingua linglese bisogna conoscerla, affinchè termini come "You Save", "Closeout" e altri siano comprensibili.
[UPDATE II]

Benzina a caro prezzo
Ennesimo rialzo per la benzina: ora a quota 1,413 €/litro.
Ma di abbassare lievemente le accise che gravano per almeno il 300% sul prezzo se ne parla vagamente, anche se nessuno ci crede o spera.
Comunque, se fossi un gestore di distributore di benzina, sarei tutt'altro che contento, o al limite sarei indifferente: il guadagno infatti al litro per i gestori rimane tale e quale, contrariamente a quanto succede per altre tipologie di prodotti, dove ad un aumento alla fonte dei costi, corrisponde sempre un aumento non in proporzione dei ricarichi nei vari passaggi.
Tempo fa mi chiesi se veramente il petrolio (cui la benzina rappresenta un derivato) , vero colpevole del caro benzina, avesse veramente prezzi da capogiro. Ne constatai che messo a confronto con acqua e coca cola, la risposta era no.
Oggi acquistare un litro di benzina equivale ad acquistare (al supermercato) un litro di Coca Cola.
A questo punto, meglio sedersi tranquilli e godersi la bevanda, oppure percorrere in macchina 10/15 chilometri?
Alitalia sarà francese?
Sembra che la risposta sia sempre più affermativa.
Infatti ieri il Tar del Lazio ha respinto il ricorso presentato dalla Air One di Carlo Toto, che chiedeva di sospendere in via cautelare la trattativa in esclusiva tra Alitalia e Air France-Klm, per l'acquisizione della compagnia aerea italiana.
Sulla necessità di vendita a privati della nostra compagnia di bandiera, non vè dubbio per nessuno: un risanamento aziendale, con relativo riassestamento occupazionale (leggi ridimensionamento) e gestione rinnovata e slegata dall'esoso fattore politico, sono fondamentali.
Di triste nella vicenza vedo due cose: la prima, tanto personale quanto stupida, è il passaggio di proprietà ai francesi, popolo che non amo affatto.
La seconda, slegata dal discorso Air France, è la consapevolezza che non siamo capaci di gestire un'azienda, il che mi fa vergognare di fronte ai nostri soci della UE, confermando sempre più la nostra (a questo punto meritata!) posizione come fanalino di coda per crescita economia e PIL all'interno della coalizione di stati.
Da liberista convinto che crede nell'economia libera e nell'iniziativa privata, non posso che accogliere positivamente la volontà di cedere a privati la gestione di Alitalia, cosa che andava onestamente fatta già 10 anni fa.
E altresì da realista, devo accettare che Alitalia venga venduta al miglior offerente, che attualmente è solo Air France.

















