Carcere... a pagamento
Premesso che l'idea sarebbe da esportare in Italia...
La Paz, Bolivia, prigione San Pedro. E definirla prigione nel senso più stretto del termine non è corretto: San Pedro è una comunità (di delinquenti) fondata sulla famiglia, sul rispetto, sull'economia (interna), sulla violenza e sulla droga.
Ecco perchè definirla prigione sarebbe un errore, la vita che scorre al suo interno è pressochè identica a quella del mondo esterno (non solo boliviano, ma planetario): il controllo da parte del personale del carcere è minimo, esistono diverse tipologie di celle, dalla semplice e fredda cella standard priva di ogni confort, alla pseudo-cella, in realtà vera e propria suite d'albergo, con bagno privato, cucina e vasca idromassaggio. Il tutto a pagamento, un controsenso, la pena te la devi guadagnare.
Quindi a San Pedro i detenuti si danno da fare: attività commerciali, bar, ristoranti, i detenuti medici e dentisti ricevono addirittura clienti esterni al carcere (i manager americani della Coca-Cola non hanno perso tempo a garantirsi l'esclusiva per la vendita dei loro prodotti a fronte di un ridicolo contributo). Ma anche produzione di cocaina e relativo commercio all'esterno del carcere, con il bene placido (e retribuito) delle autorità carcerarie.
Oltre a questo aspetto economico, San Pedro è diverso anche sotto il profilo umano: le famiglie dei carcerati spesso vivono all'interno del carcere, creando quell'ambiente famigliare e sereno che aiuta di certo i detenuti nello sconto della pena. Psicologicamente è importante.
Non mancano i problemi: sovraffollamento, violenza, i figli dei carcerati crescono tra violenza e droga.
Ma se si dà uno sguardo all'esterno del carcere, si trova la stessa violenza, gli stessi problemi e la stessa possibilità che i bambini crescano in mezzo alla droga.

















Commenti
- #1
- Postato da: antonio vergara
- il: 30/08/2007 10:21:18
penso sempre che il modello giusto sia quello americano, cioè privatizzare le carceri.Lascia un commento