Cellulare: brutta bestia nei seggi elettorali
Mezzora fa, di ritorno da questa manifestazione, mi sono recato al seggio elettorale del mio paesello ad apporre la dovuta croce.
Dove le due linee di grafite sono andate a finire ritengo sia facilmente deducibile.
Ciò che ho scoperto, e giuro che è stata una vera scoperta per me, è stata la richiesta della carina donzella che gentilmente mi ha invitato a lasciare il cellulare sul suo banco, assieme al documento di identità ("ma gioia mia, se vuoi il mio numero di telefono, basta che tu me lo chieda, non hai bisogno di tutto il cellulare"
).
Ho ubbidito, non avevo motivo per non farlo, ma non ne ho capito il motivo.
Tornato a casa, ho scoperto che un decreto-legge del 1˚ aprile vieta tassativamente di avere con se un cellulare (in grado di immortalare il momento della "crociatura") mentre si è chiusi nella camera caritatis elettorale.
Il motivo alla base del suddetto decreto sarebbe il prevenire la possibilità di documentare il voto di scambio, promesso per ottenere favori o ricompense. E accampare motivazioni quali il fatto di non essere al corrente del divieto, non è sufficiente, si rischia la galera da tre a sei mesi e un’ammenda da 300 a 1.000 euro. E' quindi d'obbligo sapere, nonostante la norma sia in vigore da soli 12 giorni!!
Io mi chiedo, ma prima dell'avvento delle fotocamere incluse nei telefoni cellulari, non esisteva il voto di scambio?
Come sempre si pensa alle cazzate e si tralasciano le cose serie...

















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