E se me ne andassi negli USA?
Recenti accadimenti, mi porteranno probabilmente domani a vendere casa mia. Da ciò la domanda del titolo: e se me ne andassi negli USA?
Omettendo ovviamente le circostanze scatenanti, quali le prospettive sociali e lavorative che mi attenderebbero oltreoceano?
Ovviamente alla domanda si può dare delle risposte di massima, adatte a chiunque, non solo al sottoscritto.
Anzitutto, negli USA entri con permesso di soggiorno turistico, valido 3 mesi, ovvero 90 giorni, oltre i quali vieni rispedito nella tua madre patria (proprio come succede agli illegali qui da noi...). E nemmeno in bello modo. L'escamotage è iscriversi in un college (a pagamento, circa 12.000 US$/anno) ed ottenere per questo il permesso di soggiorno per studio.
Ovvio che se si ha la fortuna di lasciare l'Italia con in mano un'opportunità certa di lavoro, il discorso college è bypassabile. Ma consideriamo il caso di dover andare al college.
Siccome quest'ultimo, come abbiamo visto, non è gratuito, è d'obbligo la ricerca di un lavoro, da affiancare allo studio. Ora, prendendo come riferimento lo stato dello Utah, la disoccupazione si aggira su una percentuale del 4,5%, trovare quindi un lavoro iniziale non dovrebbe essere cosa troppo ardua.
A meno di non occupare (abusivamente) una panchina, è necessaria anche una sistemazione. La scelta va in due direzioni: vitto e alloggio al college (per ulteriori 6000 US$/anno), oppure l'acquisto di una casa.
Analizziamo la seconda delle ipotesi: nello Utah non esistono i condomini, gli alloggi sono concetti edilizi a loro estranei, la maggior parte della gente vive nelle case.
Comprare casa nello Utah è economico se rapportato all'acquisto di una casa in Italia. Qui sotto una breve lista di case nuove in vendita (qui il link).

Analizziamo superfici e costi:
- 1.390 piedi quadrati equivalgono a 129 metri quadrati e costano 183.000 US$, ovvero 126.000 euro;
- 1691 piedi quadrati equivalgono a 157 metri quadrati e costano 200.000 US$, pari a 138.000 euro;
- 1994 piedi quadrati equivalgono a 185 metri quadrati e costano 206.000 US$, pari a 142.000
Alla luce di quanto sopra, chi riesce a trovare superfici tanto vaste a prezzi tanto ridicoli in Italia?
Ovvio che spostarsi in un altro paese, nel nostro caso gli USA, comporta un sacco di altre cose: la lingua, la famiglia che spesso si lascia, gli amici che si abbandonano, le difficoltà nell'integrazione e molto altro.





















Commenti
- #1
- Postato da: Demonio Pellegrino
- il: 17/12/2007 13:03:15
Vedo che ci stai pensando seriamente...Io ti supporto moralmente! Le case non solo costano di base molto meno rispetto a qui, ma considerando soprattutto il cambio vantaggioso adesso ci faresti l'affarone.- #2
- Postato da: Camelot
- il: 17/12/2007 13:03:32
Cristian ma sei impazzito? E' uno scherzo, ovviamente. Vero?Dimmi che è uno scherzo...
- #3
- Postato da: Simmaco
- il: 17/12/2007 13:15:40
Io ci ho vissuto sei mesi negli USA (New Jersey) e ti assicuro che l'integrazione non è un problema. Anzi... anch'io ci ho pensato su più volte di andarmene da questo continente moribondo. Specie quando vedo no global & Co all'opera o quando gli artisti e intelletuali vengono perseguitati perchè osano criticare l'Islam (e fuggono negli States). Ma non dovremmo cercare di cambiare le cose qui da noi? O ci arrendiamo completamente già ora?Simmaco
http://atlanticpeople.splinder.com
- #4
- Postato da: Andrea Teocon
- il: 17/12/2007 13:38:29
...se ti arruoli nell'esercito non paghi le tasse e ottieni la cittadinanza- #5
- Postato da: ninjasei
- il: 17/12/2007 16:00:19
@Andrea: a 35 anni solo più l'esercito dei nonni in pensione mi potrebbe prendere.@Camelot: no, non è uno scherzo
@Simmaco: visto e considerato che io da solo (ma fossimo anche in centomila) le cose qui non lo posso cambiare, me ne vado, che è diverso dal fuggire.
- #6
- Postato da: ZCZC
- il: 17/12/2007 16:07:21
Anzitutto, negli USA entri con permesso di soggiorno turistico, valido 3 mesi, ovvero 90 giorni, oltre i quali vieni rispedito nella tua madre patria (proprio come succede agli illegali qui da noi...).Anche da loro: qui negli USA ci sono 12 milioni stimati di illegali. Non propriamente un modello di efficace controllo migratorio.
Considerarci sempre peggiori degli altri e' uno dei peggiori tratti dell'italico carattere.
è d'obbligo la ricerca di un lavoro, da affiancare allo studio
Se entri con un visto da studente (F1) non puoi lavorare al di fuori del campus e quindi puoi al massimo ambire ad uno di quei part time che rifilano agli studenti. Se ti cerchi una borsa di studio e' meglio.
trovare quindi un lavoro iniziale non dovrebbe essere cosa troppo ardua.
A condizione di avere un visto che ti permette di lavorare. L'F1 non te lo consente (vedi sopra)
- #7
- Postato da: Laura Costantini
- il: 17/12/2007 16:13:35
NON-TI-AZ-ZAR-DA-RE!!!- #8
- Postato da: ninjasei
- il: 17/12/2007 16:23:43
@ZCZC: peggiori degli altri? Io sarei ben contento se anche qui da noi gli illegali si cercasse di rispedirli a casa loro a calci nel culo. La mia non era un critica verso il sistema USA, semmai era verso il sistema Ialia.- #9
- Postato da: ZCZC
- il: 17/12/2007 16:27:46
@ZCZC: peggiori degli altri? Io sarei ben contento se anche qui da noi gli illegali si cercasse di rispedirli a casa loro a calci nel culo. La mia non era un critica verso il sistema USA, semmai era verso il sistema Ialia.Infatti. Ed io ti facevo notare che non e' il caso di prendere lezioni da chi, come gli USA, ha 12 milioni di clandestini sul proprio territorio. Non proprio il risultato che ti aspetteresti se "si cercasse di rispedirli a casa loro a calci nel culo". No?
- #10
- Postato da: ninjasei
- il: 17/12/2007 16:37:31
@ZCZC: in proporzione al perimetro dei confini USA rispetto a quello dei confini italiani, 12 milioni di clandestini sono nulla.- #11
- Postato da: Demonio Pellegrino
- il: 17/12/2007 17:05:27
Dammi retta, Ninja: vai negli USA. C'incontreremo la' tra un paio d'anni al max, se tutto va come deve andare.Fanculo l'Eurabia.
- #12
- Postato da: ninjasei
- il: 17/12/2007 17:17:20
@Demonio: io prima di due anni non mi posso muovere, quindi i tempi collimeranno.Keep in touch
- #13
- Postato da: hellstrike
- il: 18/12/2007 00:05:56
Beh .. l'unico ostacolo è il lavoro ...E pensare che per me è lo stesso .. solo che io vorrei tornare in Italia !!!! Ma visto come vanno le cose mi godo ancora un po di Merkel ... e appena i sini-stracci cadono .. ma che dico .. ruzzolano .. anzi no .. schiattano .. Ci rifaccio il pensierino
Comunque vivere all'estero non è sempre facile ... una volta che te la cavi con la lingua, e che hai ingranato con il lavoro .. alla fine chissa perchè hai sempre a che fare con un attacco ciclico di nostalgia di casa .... e non parliamo poi dei connazionali .. che purtroppo sono spesso rossi come la peste.
Questo almeno in Germania .. magari in US si ha piu fortuna
Saluti e in bocca al lupo .. eee pensaci bene l'Italia, pur con tutte le sue magagne è ANCORA il posto piu bello al mondo in cui vivere (a parte Prodi, Visco e i simpatikoni che stanno violentando il Paese !)
Però .. negli US ci andrei pure io ... se tornassi indietro di 10 anni ...
- #14
- Postato da: hellstrike
- il: 18/12/2007 00:10:38
e a proposito di case in US: oltre ad avere un prezzo vantaggioso , la Cucina te la trovi già bella arredata con tutto quanto ..Unico difetto .. le case americane non sono famose per essere solide ..
- #15
- Postato da: giovanna
- il: 18/12/2007 08:39:58
E per una casa cambieresti tutto di te ?meglio la nostra Italia..
- #16
- Postato da: ninjasei
- il: 18/12/2007 08:47:30
@Hellstrike: benvenuto.Le case negli USA, lo so per esperienza, sono fatte di listelli di legno e come muri ti trovi, esternamente dei pannelli di legno pressato (una specie di truciolato "a grana grossa"), internamente cartongesso.
La differenza dalla casa italiana, sta anche nell'arredamento: qui da noi riveste importanza primaria, la qualità dei materiali, le forme, la moda sono fondamentali. Oltreoceano molto ma molto meno, così come il bagno, ove le piastrelle murali sono al 99% delle volte fatte da pannelli di plastica sagomata ed appiccicata al muro, a forma di piastrelle.
Stesso discorso per i pavimenti, non è così usuale trovare pavimenti in ceramica, cotto o altro tipo simile di piastrelle.
Quanto alla solidità delle case, un anno fa feci notare la cosa ad un carissimo amico in loco e lui semplicemente mi rispose "I don't live 100 years".
La casa, contrariamente a ciò che avviene qui da noi, che spesso viene tramandata di generazione in generazione, viene considerata sì come luogo famigliare, ma a priori è noto che la prole non userà la stessa casa quando sarà il momento di mettere su famiglia. Quindi la casa serve esclusivamente fintanto che sono in vita, non di più.
Sul tuo discorso di cucina già arredata non ti so dire, mi informerò.
- #17
- Postato da: ninjasei
- il: 18/12/2007 08:51:45
@Giovanna: il discorso casa economica e vantaggiosa è una conseguenza (positiva) dell'andare a vivere là.Non andrei via di qui perchè la casa costa meno, ma perchè tutto costa meno, la vita è migliore (se ti dai da fare), la pressione fiscale fa ridere, vivere costa meno, la società è avanti anni luce, non ci sono i ROM (
Insomma tutta una serie di cose positive che a me piacerebbe avere.
Ovivo che gli USA, come ogni parte del mondo, hanno i lati negativi...
- #18
- Postato da: Carla
- il: 18/12/2007 11:24:25
Andare a vivere in America è un sogno anche per me. Rispetto a Cristian però le mie motivazioni sono diverse: non odio nè l'Europa nè l'Italia.Spero che un giorno le restrizioni sul tempo disponibile (3 mesi) si attenuino o cadano del tutto nei confronti dei cittadini dell'Unione Europea, perchè non mi va di dovermi iscrivere a un college dopo aver sudato la laurea in Italia.
- #19
- Postato da: Giorgia
- il: 18/12/2007 12:42:37
Sapendo quanto ami gli USA non posso che comprendere la tua decisione... tanto ci sentiamo tramite web, giusto?Lascia un commento