Ecommerce in Italia: esiste?
Cosa sia l'ecommerce lo sanno (quasi) tutti, come funziona lo sanno in molti, coloro che lo usano sono in pochi.
Questa è l'equazione italiana per quanto riguarda il fenomeno degli acquisti online.
Un articolo del Corriere ha analizzato il sistema ecommerce in Italia mettendolo a confronto con quello di paesi come la Francia, la Germania e il Regno Unito: prevedibile (come oramai siamo abituati nella maggior parte delle cose) la nostra posizione da "ultima ruota del carro".
Se in Francia, Germania e Regno Unito le percentuali di penetrazione (rispetto all'anno prima) variano tra un +60%/+70%, in Italia ci si ferma ad un mesto +6%. Ma si sà noi latini calienti siamo forti in alti tipi di penetrazione...
Quali possono essere i motivi che spingono l'italiano medio a non fare acquiti online?
Ve ne sono diversi, uno su tutti: la diffidenza nel sistema e il timore di fregature.
I delinquenti non sono nati con internet, esistono da che mondo li ricorda, quindi la loro presenza è forte anche nei canali distributivi tradizionali.
Non si sa come mai, ma sul web (italiano) i truffatori sono lasciati liberi di operare (ovvero fregare). Un caso lampante è quello di Mallteam (ne parlai prima qui e poi qui): nonostante numerose denuncie alla Guardia di Finanza, alla Polizia Postale ed alcune sentenze dal Giudice di Pace, il sito continuò per quasi un anno ad incassare i pagamenti, senza mai spedire la merce. Il tutto senza che le forze dell'ordine se ne interessasero.
Il tanto osannato Ebay, è casa oramai comune di chi desidera vendere virtualmente (ma intascare fisicamente), oppure proporre merce contraffatta (ma pagata per originale).
Un altro problema che affligge l'ecommerce è la logistica delle spedizioni: i corrieri nostrani non facilitano le cose, richiedendo costi alti e tempi di consegna non garantiti.
Sul fronte costi di mantenimento del sistema ecommerce, influiscono i costi bancari relativi al payment gateway. Banca Sella, uno dei maggiori istituti che offre un sistema di pagamenti online per ecommerce, offre il servizio a costi non proprio terreni, se paragonati a quelli offerti dal sito USA Authorize.net (che grazie al sistema Reseller garantisce costi competitivi).
Mi è capitato spesso di sentiri persone diffidare del sistema ecommerce per timore che inserendo i numeri di carta di credito in un form online, possano questi essere carpiti da malintenzionati. Le stesse persone poi non si fanno grossi problemi ad affidare la propria carta di credito al cameriere per il pagamento del conto (e se il cameriere non è serio, copia e poi usa i numeri della carta).
Il pericolo di furto di numeri di carta di credito è maggiore nel secondo caso rispetto al primo, ma per contro, ci si fida più del cameriere (potenzialmente disonesto).
Un mese fa, anche L'Espresso aveva pubblicato una lunga riflessione sull'ecommerce, prevedendo però una crescita maggiore rispetto a quella che in realtà c'è stata.
Qui una tabella delle previsioni future dell'ecommerce in Italia e in Francia e qui una tabella sulla crescita mondiale (fonte Osservatorio e-commerce del Politecnico di Milano).

















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