Il blog può essere causa di diffamazione?
- di: Cristian
- il: 26/02/2008 17:05:48
- in: Blogosfera

Sembra che la risposta sia affermativa.
Come riporta Punto Informatico sono infatti parecchi i casi in cui la Magistratura ha recapitato a casa di ignari (ed innocui) bloggers, denuncie per diffamazione.
Ultima in ordine di tempo quella del blog CinidiSicilia, reo, assieme ad altri bloggers, di aver riportato una notizia falsa e diffamatoria, pubblicata su alcune testate giornalistiche.
La denuncia si rifà alle rigide norme che regolamentano il mondo dell'editoria, in particolar modo alla necessità per le testate gironalistiche di verificare la veridicià e fondatezza delle notizie che pubblicano.
Ma se da un lato bisogna sottostare a tali norme per chi possiede e scrive su un blog, dall'altro non si riconosce alcun privilegio, legato al fatto di essere giornalisti, al suddetto blogger, come a dire "se sei un blogger devi sottostare ai doveri dei giornalisti, ma non ai diritti". Uno status a ben vedere penalizzante.
Da qui le polemiche sulla libertà di espressione, sulla diffusione delle notizie, sulla necessità di verifica anche da parte di chi notizia non fa, ma solamente si diletta a commentare con amici in un'area pubblica le news diffuse da altre (attendibili) fonti. In fondo il concetto di blog è solo l'astrazione moderna e tecnologica dei vecchi (e per fortuna ancora presenti) discorsi al bar con amici e conoscenti.
Mai vorrei attribuire a tal modus operandi la volontà di "imbavagliare" il popolo, tenendolo nel limbo dell' ignoranza e "somministrargli" solo le informazioni scremate dalla verità e confezionate ad hoc, affinchè non generino intraprendenza e rivolte culturali e di pensiero. Ma tali accadimenti sembra portino parzialmente in questa direzione...
Un consiglio tecnico: se si vuole registrare un dominio per poi aprire un blog, MAI e poi MAI registrare un dominio .it, facilmente oscurabile e sequestrabile dalle autorità.
Piuttosto prendere in considerazione la registrazione di un dominio .com, tassativamente presso un azienda di hosting straniera, usando la registrazione anonima.
Registrandolo negli USA, qualsiasi richiesta un domani di chiusura, sequestro o anche solo una richiesta dei dati del registrante, verrebbe respinta categoricamente.

















Commenti
- #1
- Postato da: Camelot
- il: 26/02/2008 17:43:41
Notizie come questa, mi fanno venire i brividi- #2
- Postato da: andrea pancotti
- il: 03/03/2008 13:34:29
no comment...ma volevo anche segnalare che abbiamo fondato un rugby club a crescentino!
http://isanarugby.blogspot.com
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