La (dimenticata) Italo Disco
- di: Cristian
- il: 28/06/2007 10:15:25
- in: Divertimento
Alzi la mano chi non se la ricorda.
All'inizio era la disco music internazionale, con artisti quali Boney M. , Village People, Donna Summer e molti altri, cui iniziano ad avvicinarsi artisti italiani, quali i fratelli La Bionda, Claudio Simonetti, Celso Valli e Mauro Malavasi, quasi tutti compositori e produttori.
Ma la disco music diventa obsoleta e gradualmente il sound inizia ad evolversi fino ad arrivare, nel 1983, alla nascita di un nuovo filone dance tutto italiano, ma con testi in inglese: la disco made in Italy.
Pur mantenendo un filo diretto con il genere che la precede, la Italo Disco (termine coniato nel 1983 da un produttore tedesco che pubblicò una raccolta dal titolo "Best of Italo Disco"), è realizzata con strumenti elettronici, sintetizzatori, filtri ed effetti che danno all’ascoltatore la sensazione di trovarsi nel futuro.
Ecco allora farsi avanti i protagonisti: Gazebo, Gary Low, Radiorama, Tom Hooker, Den Harrow (uno dei protagonisti più affermati, che però non ha mai cantato), Spagna, Sandy Marton.
Ma il nuovo sound non è solo un fenomeno italiano, viene infatti esportato con enorme successo in tutta l'Europa (Regno Unito escluso) e in Giappone, dando vita a emuli stranieri degli artisti nostrani. Due esempi su tutti: Modern Talking e Alphaville.
Curiosamente, molti dei nuovi artisti, in realtà non lo sono, nel senso che la voce non è la loro. E qui personaggi "ombra" come Mauro Farina (che ha scritto più di 5000 canzoni!), Tom Hooker, Martinelli, Claudio Cecchetto, Simona Zanini, Michele Chieregato, entrano in gioco, spesso dando la voce all'artista "di facciata" e spesso (per non dire sempre) essere essi stessi i produttori dei vari progetti artistici.
Ma alla fine degli anni 80, il nuovo sound viene gradualmente sostituito dai primi brani house, con ritmi più veloci e dalle sonorità ossessivamente ripetitive, ma distanti anni luce dagli spensierati motivetti melodici del passato. Segue poi l'avvento della dance commerciale, spensierata e melodica, anche se dal ritmo martellante e aggressivo.
Così la Italo Disco sparisce. Ma solo dal paese che l'ha creata. Infatti nei paesi nordici, nei paesi dell'Est, nonchè in Giappone,continua il suo successo, tanto che ancora oggi i produttori e creatori del filone musicale, sono impegnati in produzioni di rilievo.
Per gli amanti del genere segnalo questo ricchissimo forum, nonchè un paio di link dove poter scaricare le canzoni preferite: 1 e 2 (entrambi i link li ho reperiti tramite una semplice ricerca su Google, SIAE & Co. non rompetemi le scatole).

















Commenti
- #1
- Postato da: FulviaLeopardi
- il: 28/06/2007 11:30:14
preferisco la dance anni '90- #2
- Postato da: ninjasei
- il: 28/06/2007 11:32:53
@Fulvia: forse perchè quella anni 80 non l'hai vissuta- #3
- Postato da: Camelot
- il: 29/06/2007 11:56:11
Bellissimo periodo quello....in tutti i sensi, anche per la musica...e in quest'ultimo caso irripetibile solo perchè adesso non guadagnerebbe più nessuno...con tutta la musica scaricata gratis (e rubata), non sarebbe proprio possibile realizzare quelle performances...- #4
- Postato da: Christian
- il: 30/06/2007 01:04:28
ne avevo fatte due anche io di compilation: La disco music in Italia. Ormai i link sono "morti"(http://cverdier.blogspot.com/2007/04/la-disco-in-italia.html)
mentre invece ti sta aspettando quello che tu sai ne LE SOLITE IGNOTE VOL.3
- #5
- Postato da: ninjasei
- il: 30/06/2007 08:42:49
@Christian: come ringraziarti?- #6
- Postato da: saver71
- il: 09/09/2011 09:22:55
Bravissimo Christian, ottimo articolo!Be', che dire? Nessuno è eroe in patria, e questo vale anche per l'eccellente Italo Disco. Qui in Italia si ascolta "ben altro" e forse è giusto così. Nei paese da te citati aggiungerei anche l'America Latina, l'Australia e tutta la Russia. A proposito di Russia, su Youtube c'è un video con un concerto Italo Disco fatto a Mosca nel 2005 (vedi Savage); tutto ciò per confermare che la Italo Disco è ancora molto amata in diversi paesi europei ed extraeuropei. Ciao!
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