L'inizio: 1 a 5
- di: Cristian
- il: 26/03/2007 08:56:52
- in: Contraddizioni
E per ora la proporzione rimane così. Ma sembra per poco.
Grazie all'impegno diretto del Governo Prodi, il giornalista di Repubblica Daniele Mastrogiacomo è finalmente libero. Ora può ricominciare a scrivere per il suo giornale.
Ma all'alba della liberazione, le polemiche sulle modalità di "scambio prigionieri" si sono accese. Mastrogiacomo è infatti "costato" ben 5 terroristi talebani, liberati incondizionatamente e quindi pronti a riprendere le armi e a combattere nuovamente (e a uccidere).
Quindi in futuro (non troppo lontano) il nostro giornalista costerà ancora di più, sulle mani del nostro Governo peseranno di sicuro altre vittime, altro sangue afgano e, Dio non voglia, magari italiano.
Ma lo scopo è stato raggiunto, Mastrogiacomo è libero. Gli altri che crepino pure.
P.S.: nota sul Dalema nostrano, ha incontrato la Rice a Washinghton all'indomani della liberazione del prigioniero giornalista e si è scordato di riferire alla Condoleeza le modalità e i costi della liberazione. Ma agli USA non interessa la guerra in Afghanistan... no no.
Ispirato a L'Incorretto

















Commenti
- #1
- Postato da: angela
- il: 26/03/2007 23:04:14
In Iraq sono morti 3500 soldati americani Perchè? Gli Stati Uniti, hanno lasciato che i talebani riprendessero parte dell'Afganistan Perchè? Perchè non siete scesi in piazza (siete in tanti, pare) a manifestare contro lo scambio della vita di Mastrogiacomo? E potrei continuare. Le proporzioni numeriche 1 a 5 o 1 a 10, mi riportano funesti periodi. Io non sono cattolica, per me una vita è importante. E soprattutto, non ho mai permesso che nessuna ideologia (o peggio ancora polemica) abolisse la ragione- #2
- Postato da: ninjasei
- il: 27/03/2007 00:06:21
La vita è importante, fondamentale.Ma in certi casi vanno fatte delle scelte. Purtroppo trattasi di guerra (nella quale penso che nessuno abbia mai ragione) e come tale genera di conseguenza dolore.
Ma le scelte fatte sono quelle giuste? Sono anche solo ponderate sulla base di altre future vite?
Da questo forse si può estrarre una sorta di polemica, un pensiero spiacevole, ma che va affrontato.
E' con questo che dovrebbe prevalere la ragione...
- #3
- Postato da: Christian
- il: 27/03/2007 10:02:22
Avrebbero fatto uno scambio del genere se ad essere rapito fosse stato un Quattrocchi? Non credo proprio. Ma quel signore sulla foto lavora a La Repubblica, quindi...Quanto odio questo doppiopesismo della sinistra, questo "i nostri sono migliori deiv ostri" etc.
Alla fine - sono sicuro - saranno proprio loro stessi a "pagare caro, pagare tutto" .
Non vedo l'ora di vedere la resa dei conti. Intanto aspetto le elezioni di maggio per farmi qualche risata alla loro bella faccia
("bella" si fa per dire..guarda quell'idrocefalo di Sircana, tanto per dirne uno)
- #4
- Postato da: ninjasei
- il: 27/03/2007 10:12:19
Ci sono due signori nella foto, uno lavora per Repubblica, l'altro lavora per la Repubblica.Del primo siamo sicuri, del secondo siamo dubbiosi...
- #5
- Postato da: Laura
- il: 03/04/2007 09:03:35
Dunque, vediamo. Un Quattrocchi (che era lì in una veste che nessuno si è premurato di chiarirci, ma esistono documenti chiarissimi al riguardo), nessuno si sarebbe mosso mentre per Mastrogiacomo (o per la Sgrena) ci siamo sbattuti al punto di venire a patti con il "nemico"? Premesso che i nostri soldati non dovrebbero essere in Afghanistan, piuttosto che in Iraq o in Bosnia. Premesso che le Nazioni Unite sono nate zoppe ab origine, altrimenti esisterebbe un corpo di pace internazionale in grado di far rispettare gli accordi e la comunissima convivenza civile tra gli Stati. Premesso che gli Stati Uniti sono lì e ovunque nel mondo esclusivamente per i loro interessi petroliferi e commerciali in genere. Premesso che nessuno è in grado di portare la "civiltà" a qualcun altro. Fatte tutte queste premesse, vorrei capire da cosa deriva tutto questo astio (non mi riferisco a ninjasei e ai suoi commentatori nello specifico, ma ad un'atmosfera diffusa) nei confronti degli inviati di guerra e dei giornalisti in genere. Il lavoro di giornalista si fa andando a snidare i fatti di persona, indipendentemente dalla testata per cui si lavora. Certo, lavorare da "embedded", ben protetti da stuoli di marines è più comodo e sicuro. Nessuno è dovuto andare a recuperare Monica Maggioni oggi oppure Oriana Fallaci ieri. Loro marciavano insieme alle truppe di occupazione e chi vuoi che le toccasse? E' comunque una testimonianza validissima anche quella, ed è giusto che ci sia. Perché se siamo pronti a criticare gli inviati per i rischi che corrono e fanno correre, poi non ci lamentiamo perché i giornali non riportano altro che "sentito dire". Ma il "sentito dire" fa molto comodo ad una certa parte di italiani che non vogliono vedere oltre il proprio naso.Io la penso così.
Laura
- #6
- Postato da: ninjasei
- il: 03/04/2007 09:17:41
Mi spiace tu abbia frainteso (almeno per quanto mi riguarda) il concetto del post. Io NON sono contro al giornalismo, tanto meno contro a quei professionisti che rischiano la vita affinchè io possa avere notizie fresche su cosa succede nel mondo.La polemica sta nelle modalità di liberazione dell'inviato di Repubblica: è stato pagato un prezzo troppo alto (e non me ne voglia il signor Mastrogiacomo).
Andrebbero delineate delle regole (ma è brutto vederla in questi termini) per quanto riguarda eventuali accordi tra le parti in caso di sequestri. Regole che in Italia ci sono e che impediscono ad esempio di pagare un eventuale riscatto per "riavere" il proprio caro a casa sano e salvo. Il Governo blocca i beni della famiglia, infischiandosene di fatto se poi il "sequestrato" tanto sano e salvo a casa non torna.
Ma lo stesso Governo non si comporta allo stesso modo quando c'è da liberare un italiano in "missione" all'estero, in quel caso la famiglia che attende è il Governo stesso e quindi benvengano pagamenti e concessioni varie.
- #7
- Postato da: Laura
- il: 03/04/2007 09:38:16
Io credo che una vita valga qualunque prezzo, in denaro o in ostaggi. Non amo i talebani per quello che fanno alle donne come per quello che hanno fatto ai Buddha di Bamiyan, ma quel paese è il loro e noi non possiamo e non dobbiamo pretendere di imporre la nostra visione del mondo. Altrimenti qualcuno vorrà imporre la sua a noi.Quindi, quando avviene un sequestro, la missione è salvare il sequestrato. Sempre e comunque. In patria come fuori, giornalista o soldato che sia. La vita prima di tutto.
Comunque è piacevole e stimolante "bisticciare" con te. Posso chiederti di dove sei?
Laura
- #8
- Postato da: ninjasei
- il: 03/04/2007 09:47:44
Che la vita sia importante (direi fondamentale) è innegabile, ma avere due misure a riguardo è penoso. E' importantissima nel caso di sequestri all'estero, decisamente meno importante nel caso il sequestro avvenga nella penisola "stivalesca". Mah...Nato e vissuto nella ridente (non c'è niente da ridere) provincia di Torino, da 3 anni vivo in quella di Vercelli. Il risultato non cambia di molto, sempre di Piemonte si tratta, "nè"
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