Onorevole, ma anche senatore, io mi incazzo!
Bando ad ogni possibile forma di populismo mirato ai soliti discorsi (“voi guadagnate troppo”, “voi avete troppi privilegi”, “usate le auto blu anche per andare a spasso per ca***i vostri”), che il sottoscritto non ama fare, mi preme sollevare una questione che mai ho letto né sentito.
Ad ognuno di voi - deputati e senatori - dopo regolare appuntamento elettorale cui tutti i cittadini son chiamati ad esprimere un voto/giudizio, viene affidato un incarico/contratto, vale a dire quello di governare un paese democratico (citiamo l'aggettivo per dovere, non per convinzione...), contratto che ha validità di un lustro.
A questo punto ci si aspetta che nel bene o nel male - confidando più nel primo che nel secondo - portiate a termine il vostro incarico.
Recenti come passati accadimenti, ci dicono che tale incarico non sempre viene portato a termine: per un motivo o per l'altro il capo del governo si vede costretto – suo malgrado – a rassegnare le dimissioni del suo governo al presidente della repubblica (le maiuscole mi hanno insegnato a metterle solo in presenza di nomi e cognomi).
Bene, a fronte di queste interruzioni contrattuali, sarebbe ora che fosse prevista una penale, così come funziona nella maggior parte dei contratti tra soggetti privati: vuoi recedere dal contratto anzi-tempo? Va benissimo, ma mi devi riconoscere una penale, stabilita in fase contrattuale.
In questo modo ci si allinea con il modus operandi generale, si responsabilizza molto di più il soggetto, alcuni evidenti “ripensatori” vengono azzerati.
Con buona pace della legislatura, che ha modo di procedere e di chiudersi nei tempi previsti.

















Commenti
- #1
- Postato da: Robba12
- il: 15/11/2011 10:10:28
Il tuo ragionamento non fa una grinza, ma alla politica italiana si possono accostare ben pochi ragionamenti- #2
- Postato da: Cristian
- il: 16/11/2011 18:53:18
I know...Lascia un commento