Pasta e pane? Non oggi!
Sciopero alimentare (forzato laddove la povertà estrema lo impone...).
Le associazioni dei consumatori hanno organizzato per oggi uno sciopero della pasta e del pane, «guai a chi si azzarda ad acquistare pasta e pane!».
Analoga iniziativa venne presa tempo fa contro la benzina, uno sciopero giornaliero del rifonimento alla pompa.
Nonostante le due iniziative siano uguali da un punto di vista tenico, diverse sono invece le conseguenze economiche che ne possono derivare: se da un lato il benzinaio guadagna pochissimo su ogni litro di benzina (e di fatto non può autogestire l'eventuale guadagno/ricarico), dall'altro il rivenditore di alimentari si permette ricarichi astronomici (in un piccolo supermercato della zona, ho visto un ricarico del 46% su un vasetto di pesche sciroppate).
Ma se vogliamo andare oltre, sempre in tema alimentare, in qualsiasi bar la classica lattina di Coca Cola costa non meno di 2 euro. La stessa lattina acquistata al supermercato può raggiungere un prezzo non superiore a 50 centesimi di euro. Nello stesso bar, mi son visto richiedere un importo di 25 centesimi per un bicchiere di acqua naturale, acqua prelevata da una bottiglia acquistata al suddetto supermercato al costo di 1,13 euro il pacco da sei bottiglie da 1,5 litri.
In definitiva spesso, chi lucra e guadagna di meno, è il produttore iniziale, e per colpa della trafila produttore-grossista-commerciante-venditore, il consumatore finale si ritrova a dover pagare un prezzo che sovente equivale a tre o quattro volte il costo di produzione.

















Commenti
- #1
- Postato da: Mavero
- il: 13/09/2007 11:52:01
25 centesimi per un bicchiere di acqua naturale ... a me ne chiedono 50!Sicuramente nella filiera c'è chi fa la parte dello squalo, ma la cosa squallida è che alla fine, il fottuto, è sempre il consumatore finale.
- #2
- Postato da: lory
- il: 13/09/2007 17:43:59
Io ho fatto parte di coloro che hanno aderito allo sciopero, anzi, per non correre rischi, ho disertato proprio il supermercato. Probabilmente l'iniziativa non servirà a cambiare le cose ma magari darà uno scossone qua e là perchè è un'indecenza e, sottolineo in-de-cen-za, che la vendita di alimenti primari come latte, pane e pasta non venga calmierata. Una volta si permetteva alle famiglie povere di sopravvivere grazie al basso costo dei suddetti alimenti, c'erano centinaia di migliaia di famiglie in Italia che la sera cenavano con il classico "caffellatte". Oggi un litro di latte costa quasi 1 euro e cinquanta, praticamente tremila delle vecchie lire, e il pane non lo trovi a meno di 2 euro e cinquanta il chilo, ossia cinquemila delle vecchie lire però alla mensa del parlamento con la stessa cifra ti servono in guanti bianchi filetto di cernia con contorno di asparagi al burro... che schifo!!!Lory
- #3
- Postato da: ninjasei
- il: 13/09/2007 17:51:37
@Lory: calmierare i prezzi? Ma stiamo scherzando? Il mercato è libero e tale DEVE rimanere.La legge è quella del mercato, non dello Stato. I prezzi sono il frutto del rapporto domanda/offerta.
Lasciamo perdere il discorso parlamentari & Co. per favore.
- #4
- Postato da: Camelot
- il: 14/09/2007 01:16:00
Sì, ma non s'è capito sei aderito allo sciopero della pasta asciuttaLascia un commento