Pomigliano all'estero
Leggevo ieri sera su Panorama (versione cartacea) un interessante confronto mondiale sul caso Pomigliano, ovvero se all'estero la proposta Fiat sarebbe accolta positivamente o negativamente.
L'articolo prende a paragone alcuni paesi: USA, Germania, Polonia, India, Cina.
Tralasciando gli ultimi due, dove la proposta Fiat su Pomigliano è solo un lontano miraggio (nemmeno nei loro sogni si prospetta uno scenario così celestiale) e mettendo da parte la Polonia, che spera di tenersi la produzione della Panda, andiamo a vedere come un operaio tedesco ed americano reagirebbero di fronte ad una proposta del genere.
OPERAIO TEDESCO
Per la natura del trattamento lavorativo ed economico tedesco, un operaio Volkswagen non si sognerebbe mai di accettare la proposta Fiat: loro lavorano 33 ore settimanali, spalmate su turni di 6,6 ore ciascuno e di solito il sabato e la domenica gli stabilimenti si fermano. Lo straordinario è rigorosamente volontario.
Stipendio di 2.000 euro netti/mese
OPERAIO AMERICANO
L'operaio americano lavora! Ovvero, 40 ore settimanali, turni di 10 ore e pause di 6 minuti ogni ora.
Lo straordinario è facoltativo, ma l'azienda può ordinare un'ora di straordinario obbligatoria al giorno, compreso il sabato.
Per lui la proposta Fiat è corretta ed in linea con la continuità produttiva (« credo che sia interesse dei lavoratori che l'azienda faccia soldi e permetta di mantenere il posto di lavoro. »)
Stipendio di 2.400 euro netti/mese
OPERAIO ITALIANO
«Minchia oh, voglio lo stipendio degli americani!!!!» (ma con un orario prossimo ai lavoratori tedeschi, forse meno, e la garanzia di ferie, scioperi, mutua e permessi Soccer World Cup, ndr)


















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