W la puntualitā
- di: Cristian
- il: 30/01/2007 16:25:51
- in: Fisco e Tasse
I governi si rinnovano, il fisco no. Almeno per quanto riguarda vizi consolidati. Uno su tutti, l'enorme differenza temporale tra il pretendere il debito e il mettere a disposizione il credito.
Di cosa parlo? Della cattiva abitudine oramai acquisita e consolidata secondo la quale l'Agenzia delle Entrate esige con precisione il versamento delle tasse da parte del cittadino, ma cronicamente dimentica di riconoscere l'eventuale credito al cittadino, se non dopo svariati anni(!).
Il ritardo nei rimborsi si fa tanto più enorme quanto più alta è la somma da restituire al cittadino. La montagna di credito che il fisco deve restituire si è recentemente alzata in seguito alla sentenza dell'Unione Europea sulla deducibilità dell'IVA per le auto aziendali.
Ovviamente in questo scenario a patire sono i creditori, ma non tutti allo stesso modo: c'è che patisce pesantemente, chi tutto sommato riesce a sopravvivere e chi invece addirittura trae vantaggio.
Neanche a dirlo all'ultima categoria appartengono le banche, che si fanno carico volentieri dei diritti ai rimborsi dei contribuenti. Le banche attendono pazienti il momento della restituzione del capitale, rivalutato nel frattempo grazie agli interessi legali.
Il fisco stesso (quindi lo Stato) ha tutto l'interesse a prolungare i tempi di restituzione dei capitali. Così facendo è come se costringesse i contribuenti a prestargli dei dindini.

















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